Gli esperti sono unanimi la recente scoperta di un lago termale sotterraneo in Albania mette in discussione molte certezze e solleva preoccupazioni
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Gli esperti sono unanimi la recente scoperta di un lago termale sotterraneo in Albania mette in discussione molte certezze e solleva preoccupazioni

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- 13 Febbraio 2026

Una nuvola leggera si alza segretamente dalla valle, appena visibile contro il primo sole del mattino. Chi si avventura tra le rocce di Leskovik può percepire qualcosa di inaspettato sotto i propri piedi: una presenza silenziosa, calda, celata tra le pieghe profonde della terra. I racconti qui parlano spesso di misteri e abissi, ma quest’anno la realtà ha superato ogni immaginazione, promettendo nuove domande e timori difficili da ignorare.

Un vuoto nascosto sotto le montagne

Pareti umide, aria che sa di minerale, il battito dei passi che si smorza nel silenzio. A oltre cento metri dalla superficie, lì dove nessuno avrebbe sospettato simili proporzioni, si apre uno specchio d’acqua lungo quanto un campo da calcio. La valle di Vromoneri nasconde così il più grande lago termale sotterraneo mai scoperto. Uno spazio che confonde: non è il calore di una spa, qui sotto, ma un archivio segreto di processi geologici in continuo divenire.

Precisione e sorpresa, grazie alla scienza

Tre anni di attese, segnali raccolti come indizi. Per cogliere la portata del fenomeno, una squadra di esperti ha usato scanner LiDAR, sonar e modelli tridimensionali. Tecnologie che hanno permesso di individuare con chiarezza i confini di questa distesa: 138 metri di lunghezza, 42 di larghezza, più di ottomila metri cubi di acqua calda. Solo la superficie rimane immobile; tutto il resto sfugge, si trasforma, e la precisione degli strumenti serve solo a sottolineare la vastità di ciò che ancora non si conosce.

Le domande che emergono dalle profondità

L’acqua, satura di solfuro di idrogeno, entra in contatto con l’aria e dà origine all’acido solforico. Questa reazione corrode il calcare e lo trasforma in gesso biancastro, plasmando la cavità stessa. Ma da dove arriva davvero questa ricchezza idrotermale? E in che modo si collega alle acque di superficie? Gli idrologi tentano di seguire i flussi, ma la topografia e la chimica complicano tutto. Ogni nuova misurazione suggerisce che il puzzle è ancora lontano dalla soluzione.

Frontiere inquiete e attenzione globale

La zona scelta dal caso – o dalla geologia – non è una qualsiasi. Qui le frontiere tra Albania e Grecia si sono intrecciate tra dispute e permessi difficili da ottenere. La curiosità mondiale si concentra ora su questo luogo: la comunità scientifica osserva, mentre sul campo continuano le esplorazioni con cautela. In molti sperano che questa scoperta porti protezione e studio, ma nessuno esclude timori nuovi su impatti ambientali e trasformazioni future.

Un archivio ancora da decifrare

Il lago nascosto è stato paragonato a una porta su abissi chimici e geologici. Ciò che si è aperto non sono solo nuovi capitoli legati alla geologia dei Balcani, ma anche interrogativi condivisi con altre anomalie globali: risorse ipogee in Oregon, tunnel millenari d’Egitto, stranezze magnetiche lontane dall’Europa. La natura qui mostra come i suoi segreti siano fatti di equilibri fragili, talvolta precari.

La misura di ciò che resta sconosciuto

Mentre gli strumenti restituiscono dati e le analisi procedono lente, resta nell’aria la sensazione di essere di fronte a qualcosa che sfida le mappe e le abitudini. La scoperta ha già spostato l’attenzione internazionale sulla regione, ma le risposte ancora mancano. In fondo, sotto la roccia e il silenzio, permane intatta quella promessa di scoperte future, sempre più intrecciate con i timori e le speranze di chi osserva la terra da sopra e da sotto le superfici.

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Appassionata di giornalismo da sempre, ho 47 anni e amo raccontare storie che fanno la differenza. La mia curiosità e determinazione mi guidano ogni giorno nel mio lavoro.